Con una notifica giunta presso la sede del Comitato Referendario per i Collegi Uninominali da parte dell’ufficio centrale per il referendum della Corte di Cassazione è divenuta ufficiale l’accettazione dei due quesiti depositati per l’abrogazione dell’attuale legge elettorale, comunemente conosciuta come Porcellum, ed il ripristino della legge elettorale precedente a collegi uninominali maggioritari, il Mattarellum.
L’ufficio centrale per il referendum ha reso inoltre noto di aver provveduto a verificare un campione di 563.241 firme sul 1.210.873 firme depositate per il primo quesito ed di aver sempre verificato su 563.241 firme sul 1.184.447 depositate per il secondo quesito e di averne riscontrate come valide 534.334 e 531.081 rispettivamente per i due quesiti.
Il tasso di errore che si evince e che potrebbe essere ragionevolmente applicato al complessivo ammontare delle firme presentate il 30 settembre 2011 dai promotori del referendum è inferiore al 7%, un dato che sentiamo, avendo partecipato direttamente a questa battaglia, come straordinario e per il quale sentiamo di dover ringraziare tutti coloro che si sono impegnati nei roventi mesi estivi a rendere possibile uno grande risultato in modo composto ed ordinato come dovrebbero essere tutte le battaglie democratiche.
Scrivevamo che l’obiettivo era possibile, e ci sentiamo oggi rinfrancati dall’aver verificato che è stato possibile. In molti hanno sostenuto che una battaglia per difendere il bipolarismo ed il maggioritario e salvaguardare quanto di buono è stato fatto negli ultimi 17 anni non avrebbe mai raccolto folle oceaniche e festanti e che noi, referendari prima che appartenenti ad un gruppo politico o all’altro, avremmo solo contribuito a rafforzare l’attuale legge elettorale. Si sbagliavano, abbiamo una notifica giudiziaria a dircelo.
In molti, specialmente tra i proporzionalisti, si affrettano ad affidare le speranze di conservare questa brutta e comoda legge alla Corte Costituzionale che dovrà valutare l’ammissibilità dei quesiti depositati entro metà gennaio, aspettiamo fiduciosi, non c’e’ bisogno di fare pressioni ma per noi oggi un risultato è raggiunto e non è più una materia di opinione.
Vogliamo una legge elettorale diversa e migliore che possa riportarci sul quel sentiero intrapreso, non a caso a da altri referendum, se la Corte Costituzionale ammetterà il Referendum potremo offrire ai cittadini la possibilità di decidere quale legge elettorale realizzare. Noi ci saremo.
