PD. Verità scomode e false illusioni

22 febbraio 2012
Di

Finalmente, dice D’Alema[1], dopo 17 anni, con l’autunno del 2011 è giunto anche l’autunno del berlusconismo. Non per un sussulto della società civile, ci ammonisce, ma grazie ad “una lunga e coerente azione politica che ha costruito con pazienza le condizioni per superare il governo Berlusconi”. Se le cose consentissero di scherzare verrebbe da dire: ben scavato, vecchia talpa!

Peccato che nell’ansia di raggiungere questo approdo, un’ansia ben comprensibile dopo quasi vent’anni, si sia trascurato di costruire un’alternativa che potesse essere credibilmente offerta al paese. Questo fatto ha un’evidenza abbagliante ma va ribadito perché costituisce l’unica motivazione accettabile per la costituzione del governo Monti; in ogni caso costituisce la ragione che mi ha convinto ad affidargli la mia fiducia. Il paese non è stato chiamato al voto perché il sistema politico non sarebbe stato in grado di formulare davanti ai cittadini opzioni alternative tra le quali essi potessero scegliere.

Se si ritiene che non sia così, che la ragione non sia questa, si sta implicitamente affermando che in tempi di crisi finanziaria il processo democratico può essere sospeso: un’ipotesi terribile ma, purtroppo, non peregrina se si ricorda che in Grecia, qualche mese fa, la sola idea di sottoporre ad una verifica referendaria le misure predisposte per fronteggiare la crisi ha condotto alle dimissioni del governo in carica. La campana suona anche per noi. O la politica si mette al passo con la realtà nel breve anno che ci separa dal voto del 2013. O si affermerà una ulteriore norma non scritta: quando il gioco si fa duro cominciano a giocare i duri e la sovranità popolare va in sonno in attesa di tempi più miti.

Ma che significa, per la politica, mettersi al passo con la realtà? Niente di più e nulla di meno che fare il proprio mestiere, dunque una cosa enorme: mettere a fuoco “una visione del futuro”, così dice D’Alema, e selezionare personale di governo! Come farlo? A questo fine si tratta, continua D’Alema, di “ricostruire un partito”. Non commento quel “ri-costruire” che evoca un castello pur diroccato ma tuttavia esistente e che ha solo da esser reso nuovamente agibile. Non lo faccio perché purtroppo siamo ormai ben al di là della retorica, e della querelle, sul partito, il PD, che avrebbe dovuto esser nuovo e che non lo é e che, forse, neppure avrebbe potuto esserlo.

La questione ormai é un’altra. L’antica convinzione secondo cui non può darsi democrazia senza partiti si sta rovesciando nel dubbio se essa possa convivere con i partiti. E già molti, molti italiani dichiarano che per certo la democrazia non può convivere con questi partiti che abbiamo e che siamo! Se si riaffaccia la vecchia idea di Emery di costituire le assemblee politiche per sorteggio la ragione é questa, e non la perfidia degli editorialisti che indignano D’Alema!

Se le cose stanno così, e temo che stiano esattamente così, ciascuno di noi deve assumersi la responsabilità di dichiarare se davvero ritiene che la democrazia sia un valore non negoziabile e che “la sovranità appartiene al popolo”. Le forme in cui la sovranità popolare si esercita e l’autorevolezza degli istituti che da essa promanano sono allora la questione fondamentale. Sempre.

E particolarmente oggi, dentro questa crisi, in Italia, non si può parlare solo di questo certo, ma di questo non si può non parlare! Ad alta voce, in un dibattito pubblico. In piazza, dico, e non per metafora! E’ ben vero che le riforme costituzionali ed elettorali non si mangiano. Ma é altrettanto vero che da esse dipende se si mangi o no. E’ ben vero che nessuna legge elettorale può, da se stessa, garantire un sistema politico autorevole ed efficace. Ma é altrettanto vero che anche solo una legge elettorale “porcata” può devastarlo.

Attenzione, allora. I legali rappresentanti dei partiti e dei gruppi parlamentari stanno lavorando a plasmare le condizioni del cosiddetto “dopo Monti”. Attenzione, nessuno si illuda che dopo Monti sia possibile il ritorno a prima di Berlusconi: sarebbe un’illusione nefasta.

 

 

 

 


Tags: , , ,