
Con l’editoriale di ieri, 15 maggio, a firma del vicedirettore Massimo Giannini, anche Repubblica, il “giornale partito” nazionale, si inscrive alla schiera, via via sempre più consistente, dei folgorati sulla via del doppio turno. Una folgorazione non certo immediata, sono passati infatti quasi 10 giorni dall’elezione del Presidente francese François Hollande e dalle amministrative nostrane. E così, se Repubblica il giorno delle Idi di maggio pugnala quel che resta della “bozza Violante” c’è da dire che, all’indomani delle amministrative è stato lo stesso titolare della bozza, a somministrare l’eutanasia alla sua creatura: “E’ evidente che questo ultimo voto delle amministrative cambia alcuni presupposti sui quali stavamo lavorando. In assenza di partiti consolidati, allo stato ne resta in piedi solo uno, si rischia una eccessiva frammentazione. Pertanto occorre riflettere sulla praticabilità del doppio turno di collegio”. Ma il più veloce di tutti, come sempre, rimane il Presidente dei Deputati PD Dario Franceschini che prim’ancora che si sapessero i risultati delle amministrative, basandosi solo su Francia e Grecia, rilascia la mattina un’intervista a Repubblica con la quale anticipa la discussione successiva...









