Politica

Sulla via del doppio turno, un esercito di folgorati

16 maggio 2012
Di
Sulla via del doppio turno, un esercito di folgorati

Con l’editoriale di ieri, 15 maggio, a firma del vicedirettore Massimo Giannini, anche Repubblica, il “giornale partito” nazionale, si inscrive alla schiera, via via sempre più consistente, dei folgorati sulla via del doppio turno. Una folgorazione non certo immediata, sono passati infatti quasi 10 giorni dall’elezione del Presidente francese François Hollande e dalle amministrative nostrane. E così, se Repubblica il giorno delle Idi di maggio pugnala quel che resta della “bozza Violante” c’è da dire che, all’indomani delle amministrative è stato lo stesso titolare della bozza, a somministrare l’eutanasia alla sua creatura: “E’ evidente che questo ultimo voto delle amministrative cambia alcuni presupposti sui quali stavamo lavorando. In assenza di partiti consolidati, allo stato ne resta in piedi solo uno, si rischia una eccessiva frammentazione. Pertanto occorre riflettere sulla praticabilità del doppio turno di collegio”. Ma il più veloce di tutti, come sempre, rimane il Presidente dei Deputati PD Dario Franceschini che prim’ancora che si sapessero i risultati delle amministrative, basandosi solo su Francia e Grecia, rilascia la mattina un’intervista a Repubblica con la quale anticipa la discussione successiva...

Leggi tutto »

Istituzioni forti e stato leggero

16 maggio 2012
Di
Istituzioni forti e stato leggero

Ha ragione Mario Barbi. Dal crollo della Prima Repubblica, consentire ai cittadini di scegliere col voto un leader e una maggioranza, è stata la fonte principale di forza e di legittimazione di tutta la strategia riformista sul tema della forma di governo e delle leggi elettorali. Oggi, invece, il bipolarismo, il maggioritario la personalizzazione, l’elezione diretta (tutti, indistintamente, accomunati sotto l’etichetta del populismo personalistico) sono diventati, nella narrazione che ha preso piede, il segno della fine della democrazia, della abdicazione della politica e di altre terribili catastrofi. A ben guardare, la crisi economica europea (che cresce, si complica e potrebbe mettere in discussione la stessa integrazione europea) si è incaricata di dimostrare che il problema fondamentale dell’Italia non è la presunta «emergenza democratica» di cui si è molto parlato negli anni scorsi lamentando il bipolarismo «forzoso e incivile», ma la mancata modernizzazione del paese. Ed ha chiarito, se ancora ce ne fosse bisogno, che la politica non tornerà «normale» con l’uscita di scena di Berlusconi. Quello che è avvenuto in questo ventennio non è una parentesi antistorica, un’invasione degli...

Leggi tutto »

Follia fiscale

16 maggio 2012
Di
Follia fiscale

Pagare le tasse è un dovere, su questo non ci piove. Diventare pazzi per farlo, no. Districarsi in un labirinto di più di 2000 tra tasse, leggi fiscali ed una lista quasi sconfinata di Decreti, Regolamenti e Circolari non solo è una follia, ma è sopratutto anti economico. Ci sono tasse per tutti i gusti e le stagioni. Sono circa 700 quelle più inutili e vanno dalla tassa per esporre il tricolore fino a quella sull’ombra delle tende dei negozi. In proposito emergono elementi, che delineano l’entità del problema, dalla recente indagine della Banca Mondiale che, stilando la graduatoria sulla complessità degli adempimenti fiscali in 183 paesi, colloca l’Italia al 123° posto, stimando che ogni azienda vi dedichi l’equivalente di 285 ore di lavoro: il doppio di Francia e Olanda, il 50% in più di Spagna e Germania, 60 ore in più della media europea. Non è ragionevole avere modelli di dichiarazione e pagamento delle imposte talmente complessi da richiedere quasi 100 pagine di spiegazione, come ad esempio per un modello 730. Ma la follia non si ferma qui....

Leggi tutto »

La Francia della V Repubblica: un esempio da seguire?

16 maggio 2012
Di
La Francia della V Repubblica: un esempio da seguire?

 Il Presidente della Repubblica è il garante della stabilità politica ed istituzionale francese, vero re della nostra monarchia repubblicana: La nostra legge elettorale, lo scrutino uninominale maggioritario ha due turni. Al primo turno, gli elettori votano per un candidato nella loro circoscrizione (577). Se un candidato ottiene la maggioranza assoluta dei voti espressi (almeno la metà dei voti più un voto) con almeno il 25% dell’affluenza (il numero di voti validi più il numero degli astensioni), è eletto. In caso contrario, una seconda fase si svolge tra tutti i candidati che hanno raggiunto un numero di voti pari ad almeno il 12,5% degli elettori. Quindi ci possono essere casi di secondi turni triangolari o quadrangolari (ballottaggio tra tre o quattro candidati). Se un solo candidato o nessuno soddisfa questa condizione i due candidati che ottengono il maggior numero di voti al primo turno vengono selezionati per il secondo turno. Il candidato con il maggior numero di voti è eletto al secondo turno (il che vuol dire non necessariamente alla maggioranza assoluta, ma anche alla sola maggioranza relativa). In caso...

Leggi tutto »

L’anomalia italiana

16 maggio 2012
Di
L’anomalia italiana

Le tre grandi democrazie storiche occidentali a cui l’Italia può fare riferimento: la statunitense, la britannica e la francese presentano caratteristiche similari a cui quella italiana si discosta decisamente. Ma la quarta democrazia, non storica, ma comunque fondamentale per il mondo occidentale e l’Europa cioè quella Germanica, presenta una notevole differenziazione nella sua ossatura caratteristica. La Repubblica Federale in primo luogo sottopone i partiti politici ad una disciplina ferrea e cioè devono , per essere rappresentati sia nelle Regioni (Land), sia nel Parlamento Federale superare la soglia del 5 %. Ma questo è risaputo, quello che non è diffuso è che i partiti tedeschi sono regolati e la loro ammissione è regolata da una legge federale controllata dalla Corte costituzionale. Da cui risulta che le liste elettorali ed i partiti che le propongono debbono coincidere, quindi la rappresentanza non è lasciata al primo venuto, ma disciplinata secondo norme che impongono quindi una vita democratica e rigorosa all’interno stesso dei partiti che sono quindi soggetti dello stato. Altra caratteristica su cui ritorneremo è la durata della legislatura e cioè quattro...

Leggi tutto »

Il “nostro” Hollande

9 maggio 2012
Di
Il “nostro” Hollande

Siamo bersaniani? Siamo antibersaniani? Esistono i bersaniani? Domande stolte, “buaggine” direbbe Gramsci. Da quando è nato, gazebos ha condotto una battaglia limpida, trasparente, di idee per sostenere una riforma del sistema politico italiano in senso maggioritario e presidenzialista. Ha sposato la campagna referendaria, ha visto nel governo tecnico non l’alba di una nuova era ma l’ulteriore epifania di una crisi pluridecennale della politica e del sistema dei partiti, e non del solo “berlusconismo”. Ha combattuto la falsa narrazione della fine del “bipolarismo”. Tutte battaglie di idee che il segretario del pD non ha visto o si è sforzato di non vedere. Noi però non ci rassegniamo e continuiamo a rivolgerci a lui, in quanto segretario e quindi titolare effettivo dell’indirizzo politico del partito, che è anche il nostro partito. La forza che ci fa parlare ed agire è quella dei fatti, delle evidenze, di una storia che non si può costringere dentro schemi concettuali che si smontano come castelli di carta alla prima prova. Viene quindi da domandare e domandarsi che fine faranno i progetti di riforma elettorale e costituzionale...

Leggi tutto »

Atene, Italia. Solo un brutto sogno?

9 maggio 2012
Di
Atene, Italia. Solo un brutto sogno?

Il grande Andrea Camilleri nei romanzi e racconti in cui è protagonista il commissario Montalbano utilizza un espediente narrativo di particolare effetto. Il racconto parte da un sogno, o meglio un incubo, che fa svegliare di soprassalto il commissario, sollevato dal fatto che si tratti solo di un sogno. Peccato che con un movimento circolare alla fine della storia quel sogno si ripete nella realtà. Ma il commissario alla fine risolve tutto con grande sollievo questa volta del pubblico. Immaginiamo ora che le elezioni in Grecia di domenica scorsa fossero per l’Italia politica e istituzionale una sorta di brutto sogno. A risultare inquietante è l’affanno con cui dichiarava il leader di Nea Demokratia Antonis Samaras. Il suo era un appello quasi disperato alle forze cosiddette pro-euro tra cui il Pasok di Evangelos Venizelos. Come è prevedibile in tempi di bancarotta chela Greciasta vivendo appieno, le ali estreme fanno incetta di preferenze. In questo caso ne hanno beneficiato Syriza, formazione di estrema sinistra e la populista Chris Avghi (Alba dorata) di estrema destra. Lo spettacolo tipico di un brutto sogno...

Leggi tutto »

Riforma elettorale: Più potere ai cittadini

9 maggio 2012
Di
Riforma elettorale: Più potere ai cittadini

Quale democrazia. In ogni ordinamento democratico la legge elettorale è una pietra angolare intorno alla quale si costruisce il sistema politico e si disciplina la competizione tra forze diverse per la rappresentanza e il governo del paese. E’ il sistema di voto che determina le modalità di partecipazione dei cittadini alla vita democratica e che definisce il potere degli elettori nel decidere parlamentari, esecutivi e leadership. E’ con la legge elettorale che si distribuiscono i ruoli – vale a dire le maiuscole e le minuscole – nel “triangolo dei protagonisti” della democrazia: cittadini-partiti-istituzioni. In qualsiasi sistema democratico, i partiti (e più specificamente le liste che si presentano alle elezioni)  rappresentano il “mediatore” necessario nel rapporto tra cittadini ed istituzioni, ma il loro ruolo e la loro natura cambia in ragione del potere attribuito con il voto ai cittadini-elettori. Tanto più maiuscolo è il potere attribuito al cittadino nella scelta del rappresentante, del governo e della leadership tanto più minuscolo (ovvero vincolato) è il ruolo del partito. Tanto più maiuscola è la delega assegnata con il voto al partito e...

Leggi tutto »

la buona lobby

9 maggio 2012
Di
la buona lobby

La Lobby fa bene all’Italia? Molti risponderebbero che è una follia, noi la pensiamo diversamente, anzi ci sembra necessario e urgente che le istituzioni realizzino una regolamentazione che oggi manca. Questa necessità si è resa evidente nel recente passaggio conosciuto come Decreto liberalizzazione, seguito da numerose polemiche e dalla scoperta da una larga parte dell’opinione pubblica che l’Italia ha tante e contrastanti lobby. Alcune efficienti, altre disordinate e confusionarie. Il rapporto tra le istituzioni e chi rappresenta i gruppi di interesse puo’ essere una risorsa, più sarà puntuale e trasparente meglio sarà per l’Italia. Perché se i mercati e l’economia cambiano con una velocità crescente insieme ad una concorrenza sempre più aggressiva anche le istituzioni democratiche dovrebbero accellerare il passo. Ma se cambia la velocità con cui la politica deve decidere non puo’ cambiare semplicemente cambiare al ribasso la necessità di informazioni qualitativamente e quantitativamente numerose da cui costruire quella consapevolezza necessaria per esercitare le funzioni di governo. E’ evidente che chiediamo al parlamento di rappresentare tutti dalle piccole e medie imprese alle grandi multinazionali, considerando  l’espansione di nuovi...

Leggi tutto »

Ingovernabilità dietro l’angolo

9 maggio 2012
Di
Ingovernabilità dietro l’angolo

Il messaggio che ci hanno consegnato gli italiani , domenica 6 aprile , è abbastanza chiaro : non ne possono più di questi partiti. Tra astensionismo , ormai un terzo dell’elettorato, voto ai grillini altro 10 % , voti dispersi nelle varie liste civiche che non è detto si ricompongano in un quadro nazionale ,ormai i partiti cosiddetti tradizionali non intercettano, messi tutti insieme, che poco meno del 40 % dell’elettorato attivo, quindi incapaci di rappresentare una qualsiasi maggioranza credibile e condivisa nel paese. La casta è diventata un circolo chiuso e minoritario che è completamente fuori sintonia col paese reale. Poco ha da gioire Pierluigi Bersani che si dichiara contento del successo del partito da lui guidato: il 24 % dei voti raggiunti rappresenta esattamente  il 16 % dell’elettorato attivo cioè un modesto partito di opinione. Difatti , a conferma, nessun sindaco di centrosinistra a guida Pd , passa al primo turno , nei centri importanti,mentre i centristi del cosiddetto Terzo Polo, asse portante della strategia Bersani-D’Alema, scompaiono dalla scena politica nettamente al di sotto del 5 %....

Leggi tutto »