Un sistema semi-presidenziale per uscire dalla crisi

2 maggio 2012
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Un sistema semi-presidenziale per uscire dalla crisi

L’intervento dell’on. del Pd Mario Barbi, pubblicato lo scorso 25 aprile sulle pagine dell’Opinione, offre una lettura della crisi attuale e delle difficoltà che la nostra democrazia ha incontrato negli ultimi venti anni di grande importanza poiché si contrappone a una narrazione, oggi molto in voga, che vede nel cosiddetto “bipolarismo muscolare” o “forzato” la ragione dell’incapacità dei nostri governi di agire con forza ed efficacia e della politica di farsi strumento al servizio del buon governo. Seguendo Barbi, è cruciale invece contrapporsi a quella narrazione, rammentando come il bipolarismo e l’alternanza abbiano costituito una acquisizione di grande importanza per il sistema politico italiano in quanto hanno finalmente introdotto al suo interno principi fondamentali per il buon funzionamento di una democrazia, come l’attribuzione, da un lato, di un potere di scelta e di sanzione ai cittadini, sino agli inizi degli anni Novanti privati della facoltà di decidere del proprio governo, dall’altro di una più chiara responsabilità ai governanti. E se molto non ha funzionato non è certo in ragione di queste innovazioni. Piuttosto, è da sottolineare come il processo...

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lettera a Gazebos

2 maggio 2012
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lettera a Gazebos

Riceviamo e volentieri pubblichiamo: Salve, sono un affezionato lettore di Gazebos e desideravo esprimere un commento sull’articolo “Subito il presidenzialismo per il bene del Paese”, pubblicato il 25.04.12 (a proposito, perché non dare la possibilità ai lettori di commentare gli articoli pubblicati come in qualsiasi blog?): - condivido la disamina sulla incompiutezza del sistema istituzionale italiano – le cui cause sono da collegare al contesto storico in cui fu emanata la Carta costituzionale. L’unanime considerazione su fatto che si debba modificare la seconda parte della Costituzione (le opinioni divergono poi, naturalmente, sull’ampiezza degli interventi da realizzare sull’architettura costituzionale) è conseguenza dell’evidente eccezionalità dell’attuale “momento istituzionale”, con un governo presieduto da personalità nemmeno candidatesi alle scorse elezioni, supportato da forze che si dichiaravano alternative le une alle altre nell’ultima campagna elettorale. - la soluzione presidenzialista e maggioritaria è certamente quella che più si confà alla nostra turbolenta e vivace democrazia. Una riforma istituzionale/elettorale in tal senso forse non leverebbe l’Italia dal turbine economico e finanziario in cui è scivolata in questi anni, posto che ormai il problema della crescita dell’area...

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# 45

25 aprile 2012
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Crescita: noi il segno + lo abbiamo davanti a prezzi tasse disoccupazione  

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Partito della nazione, la nuova tavola dei surfisti della repubblica

25 aprile 2012
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Partito della nazione, la nuova tavola dei surfisti della repubblica

C’è chi non rinuncia mai al piacere delle onde, quale che sia l’età ci sono surfisti in servizio permanente effettivo. E’ così anche nella politica italiana. Non importa nulla cosa tu abbia detto o fatto per trent’anni. Tutto scivola via e ogni ciclo politico può essere cavalcato senza dubbi e soprattutto senza alcun senso del pudore. Per carità non c’è nulla di male a stare in parlamento per trent’anni. E’ un servizio che si fa al Paese, ma pensare di rappresentare il nuovo e di poter interpretare sempre e comunque la società italiana, bhé, è quanto meno ridicolo e forse anche un po’ presuntuoso. Abbiamo già avuto politici presuntuosi che si sentono “indispensabili”, ma – con un po’ di azzardo – potremmo dire che il tentativo di costruire il “Partito della Nazione” come momento di svolta del Paese radunando giovani virgulti come Dini e Pisanu o outsider come Fini e Rutelli, dimostri che Pierferdinando Casini non ha problemi di autostima. Il nuovo che avanza o – come si suol dire – quello che avanza dal nuovo. Il tentativo trasformistico...

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La Merkel come il Barcellona. Nessun dominio è per sempre

25 aprile 2012
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La Merkel come il Barcellona. Nessun dominio è per sempre

Il 24 aprile 2012  il Chelsea dell’italiano Roberto Di Matteo raggiungeva la finale di Champions League battendo il grande Barcellona di Pep Guardiola. Non più gol a grappoli per il Barça, ma traverse, pali e contropiede avversari. Gazebos non è diventato un sito di cronache calcistiche. Ma quella è metafora perfetta di ciò che sta accadendo ai livelli alti della politica europea e alla Germania di Angela Merkel. A dicembre  nasceva il famoso “fiscal compact”. Tutti d’accordo, o quasi, sulla necessità di basare su un fondale di grande rigore le operazioni di recupero dei paesi europei ad un passo dalla bancarotta. La Gran Bretagna si chiamava fuori, ma questa non è una novità. Dentro c’erano paesi importanti come la Francia, l’Italia deberlusconizzata, la Spagna senza  Zapatero, le sicurezze nordiche come Belgio e Olanda, il blocco inquieto dell’est. La cancelliera Merkel che ha governato insieme alla Spd, che ha cambiato senza problemi due Presidenti della Repubblica Federale, che ha fatto in modo che i falchi della BundesBank si calmassero, sazi di misure di rigore governa l’Europa con piglio da statista....

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