Economia

Sognando l’Italia 2.0

11 aprile 2012
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Sognando l’Italia 2.0

Due brillanti giovani studenti di Stanford nel 2010 creano un’applicazione per cellulari con cui condividere le foto scattate, che attraverso investimenti e 11  dipendenti arriva ad avere 30milioni di utenti registrati. Un giorno un ex studente di Harvard l’acquista per 1 miliardo di dollari. Quella che sembra una favola da raccontare ai bambini quando non hanno voglia di fare i compiti, in realtà è la storia di Instagram e dei suoi fondatori  Kevin Systrom (28 anni e nella lista dei “30under30″ di Forbes) e  Mike Krieger, che solo ieri hanno accettato l’offerta a nove zeri di Mark Zuckerberg, l’ideatore di Facebook (società che ad oggi vale oltre i 100miliardi di dollari). Sono solo due esempi delle cosiddette Startup ultra-tecnologiche con caratteristiche  web-based, cioè basate sulla rete internet. Queste imprese spesso ideate da giovanissimi uniscono alla velocità e alla creatività  le più moderne tecnologie, quando non ne creano direttamente, per dare risposte migliori e più efficienti a vecchi e nuovi problemi. Hanno forti rischi di insuccesso ma possono portare a grandi risultati economici, la cui filosofia si riassume perfettamente con...

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Gianni “Il re del Cemento”

4 aprile 2012
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Gianni “Il re del Cemento”

C’è una cosa che al Sindaco Alemanno piace di più delle raccomandazioni e dei proclami: il Cemento. Fondamentale per il binomio tra propaganda e consumo di suolo concretizzatosi con l’annuncio e la presentazione del Nuovo piano Regolatore Generale. Un vero e proprio spot elettorale per recuperare il consenso perso nei confronti di quei “grandi elettori” che lo hanno sostenuto alle scorse amministrative, visto che l’approvazione è prevista appena in tempo per le elezioni del 2013. Una vera e propria ” Primavera del cemento” di svariati milioni di nuovi metri cubi che tocca tutti i Municipi della città, tra progetti vecchi e nuovi e le famose compensazioni che da sole valgono 6400 mc. Tra gli elementi su cui si sono concentrate le preoccupazioni maggiori ci sono senz’altro i sovvertimenti urbani come il cosiddetto “Masteplan” (3,5milioni di mc) che si prefigge di stravolgere il volto di Tor Bella Monaca con meccanismi di autofinanziamento non del tutto chiari che si adattano facilmente alle speculazioni. Altro elemento di spicco e non meno controverso è il “Waterfront” di Ostia che si propone ridisegnare il...

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Archistar e trasformazioni urbane in Italia

28 marzo 2012
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Archistar e trasformazioni urbane in Italia

Sempre più spesso, anche in Italia, le Archistar sono coinvolte nell’ambito di processi di trasformazione urbana, tale presenza non si limita ad un disegno architettonico dell’edificio, ma fa assumere a questi processi una grande rilevanza, talvolta perfino nell’ambito di auspicate strategie di rilancio o di ridefinizione dell’immagine complessiva di un sistema urbano. L’Archistar è un architetto di fama mondiale con studi in diversi paesi del mondo e fatturati molto rilevanti, l’enorme successo di queste figure è particolarmente legato a una notorietà già esistente e alla sua capacità di saper presentare soluzioni progettuali molto attrattive e veicolabili all’interno di mezzi di comunicazione e/o riviste specializzate. Solo per fare alcuni esempi. A Milano uno dei progetti più noti e dibattuti è City Life nell’area ex Fiera con i tre grattacieli che secondo i proponenti cambieranno il volto della città e sono progettati da Zaha Hadid (la prima donna vincitrice del premio Pritzker), Daniel Libeskind (l’architetto della rinascita di Ground Zero) e Arata Isozaki. A Torino il grattacielo di San Paolo-Intesa progettato da Renzo Piano sarà realtà, mentre è dibattuto da anni...

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Immobili pubblici e aree militari dismesse: “occasioni” per le città

22 febbraio 2012
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Immobili pubblici e aree militari dismesse: “occasioni” per le città

Fino agli anni più recenti il tema della dismissione e del riuso delle aree militari non è entrato a pieno nel dibattito e nell’agenda politica, a livello nazionale e locale. L’episodicità del processo di dismissione e il fatto che si tendeva a considerare piuttosto gli oggetti in sé delle aree demaniali, ha fatto sì che la questione fosse rilegato essenzialmente a questioni di riqualificazione architettonica (neppure urbana) e rispettiva rifunzionalizzazione. Solo in questi ultimi anni il tema sembra assumere una dimensione più generale, inserendosi nelle strategie di riorganizzazione della città in diversi piani urbanistici sia a scala urbana che territoriale, a seguito degli ampi processi di dismissione conseguenti alla riforma del servizio di leva e al mutato quadro geo-politico internazionale. Questo anche in forza di alcune iniziative legislative orientate a sostenere la valorizzazione di beni statali, pur essendo state assunte in modo disorganico e quasi esclusivamente per esigenze di bilancio statale; tra queste, si segnalano i PUV (Piani Unitari di Valorizzazione) introdotti dalla Legge 27 dicembre 2006, n. 296 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello...

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DL Liberalizzazioni, è sufficiente?

1 febbraio 2012
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DL Liberalizzazioni, è sufficiente?

Tra le norme più discusse del recente decreto liberalizzazione, vi sono quelle dedicate ai servizi professionali. Quattro disposizioni in tutto: le prime due di carattere generale dedicate a tutte le professioni (art. 9 e 10), la terza dedicata alle farmacie ed ai servizi farmaceutici (art. 11), la quarta dedicata ai notai (art. 12). E’ certo che la disciplina di maggiore impatto è quella contenuta nella prima norma che abroga le tariffe professionali. Si può facilmente prevedere che la disposizione verrà riveduta e corretta in sede di conversione in legge, troppi sono infatti gli aspetti non chiari e da definire. Non è però questa la sede per affrontare simili problemi. Piuttosto vale la pena di interrogarsi sugli esiti di una simile novità. Abrogando le tariffe professionali si avrà maggiore concorrenza? Un servizio migliore per il cittadino?  Prezzi più bassi? E’ bene ricordare che le tariffe professionali non erano più vincolanti da almeno cinque anni. Tutti i professionisti (per molti questo principio era valido anche in precedenza) potevano pattuire il proprio compenso senza essere in alcun modo vincolati dalle tariffe. Oggi,...

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Liberalizzazioni. Governo tecnico, governo timido

25 gennaio 2012
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Liberalizzazioni. Governo tecnico, governo timido

Venerdì il governo di Mario Monti ha varato il decreto “Cresci Italia”. Sia Monti che il ministro dello sviluppo economico Corrado Passera hanno chiesto al parlamento di non annacquarlo né snaturarlo rispondendo al richiamo delle categorie colpite dalle misure. “E’ in gioco un bene comune superiore”, ha detto il ministro. Il decreto sembra aver affrontato diversi temi, tra cui quello centrale delle liberalizzazioni, in modo molto graduale, più vicino ad una logica riformista che a quella di un intervento di urgenza in una fase di crisi profonda come quella in cui l’Italia si trova da ormai diversi mesi. Sia chiaro: nessuno dei leader e dei partiti politici italiani avrebbe voluto, né sarebbe stato in grado di proporre in così poco tempo un piano organico di riforma economica di queste dimensioni. Nessuno dei precedenti governi, messo alla prova, lo ha mai fatto. Le “lenzuolate” del governo di centrosinistra promosse dall’allora ministro dell’economia Pierluigi Bersani avevano una portata limitatissima; di quanto (non) ha fatto un governo, per sua annunciata ispirazione, liberale, come quello di Berlusconi, in carica per oltre tre anni,...

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Eurocrisi: previsioni per il 2012

11 gennaio 2012
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Eurocrisi: previsioni per il 2012

Il 2011 è stato l’anno della grande crisi del debito pubblico europeo. All’inizio del 2011 però, gli occhi degli osservatori economici erano puntati più sugli Usa e sulla Cina. Poi con il passare dei mesi gli analisti e gli operatori di mercato hanno focalizzato la loro attenzione sulla bassa crescita e sull’alto debito pubblico di alcuni stati dell’ Ue che adottano l’Euro. Nel mirino della speculazione, ma soprattutto degli analisti e dei grandi investitori, sono finite sia nazioni con una crescita bassa e una disoccupazione alta, come la Spagna, (disoccupazione al 21 % per cento) sia, in misura maggiore, paesi con un alto debito pubblico come il Portogallo, la Grecia e l’Italia. Questi ultimi paesi si sono imposti una sterzata, a volte spinti dalla Bce e dall’Ue, hanno sostituito premier e maggioranze governative. Per frenare la corsa dei loro interessi sui titoli del debito pubblico, sono stati costretti ad approvare manovre in grado di ridurre pesantemente il debito e il deficit (in Italia sono state necessarie tre manovre per un totale di 80 miliardi). Analoghi provvedimenti, per evitare fenomeni...

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Liberalizzazioni: la nuova mobilità sociale

21 dicembre 2011
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Liberalizzazioni: la nuova mobilità sociale

L’economista inglese John Hicks nel 1939 scriveva che “il migliore tra tutti i profitti ottenibili con il monopolio è una vita tranquilla”. Un altro grande economista, Luigi Einaudi, gli avrebbe potuto rispondere che questa pace assomiglia molto alla pace dei cimiteri. Scrivendo di un argomento che ha acceso le polemiche sul “decreto Monti”, le liberalizzazioni, non è sbagliato cominciare da un problema teorico come quello del monopolio. Gli economisti, per studiare il funzionamento del mercato, partono normalmente da due concetti opposti; quello della concorrenza e quello del monopolio. In mezzo, ci sono molte altre forme di mercato “imperfette”, ma tutte hanno in comune con il monopolio il fatto che i prezzi sono “troppo alti”. Questo accade perché coloro che offrono un bene, o un servizio, sono in grado, a differenza che nel caso della libera concorrenza, di influenzare in qualche misura l’equilibrio del mercato. Gli avvocati, i notai, i commercialisti, i tassisti, i farmacisti, per rubare gli esempi sulla bocca di tutti, sono in grado di controllare il mercato. Se soltanto alcuni possono esercitare una professione, o offrire un...

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I nostri compiti e quelli dell’Unione

30 novembre 2011
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I nostri compiti e quelli dell’Unione

L’Italia è la chiave di volta della crisi del debito in Europa. Una volta, sino a pochi mesi fa, si diceva che ” l’Italia e’ troppo grande per fallire”, ma poi le cose sono precipitate ed ora si dice invece che ” l’Italia e’ troppo grande per essere salvata” . Il fabbisogno di rifinanziamento dell’Italia  nel prossimo trimestre e’ circa tre volte superiore al debito di Grecia, Irlanda e Portogallo messi insieme. Nouriel Roubini – il dottor “Sventura”, ma che sin’ora ci ha azzeccato!- ha detto recentemente che ” l’Italia sara’ obbligata a ristrutturare il proprio debito nel 2012″ ! l’altro ieri il collocamento di titoli sovrani triennali ha raggiunto il 7,9 per cento, questo vuol dire che siamo ritornati ai tassi del 1996, cioè prima dell’euro. Bisogna fare in fretta. Occorre agire subito. Siamo già troppo in ritardo. Abbiamo perso mesi preziosi. Basta veti, basta distinguo! Ieri la Camera dei Deputati ha approvato la legge di Riforma Costituzionale introducendo l’obbligo del “pareggio del pareggio di bilancio”, cioè lo Stato, le Regioni, le Province ed i Comuni dovranno  rispettare l’equilibrio tra...

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Eurocrisi: Germania e dintorni

30 novembre 2011
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Eurocrisi: Germania e dintorni

Sono giorni e settimane di grande affanno per l’Unione europea. Le agenzie di rating stanno mettendo sotto stretta osservazione la tripla A della Francia, il cui spread continua a salire. Inoltre hanno declassato otto banche italiane e Moody’s dichiara che i titoli del debito pubblico ungherese sono junk, ovvero spazzatura. Tutte le aste effettuate dai governi europei, come per esempio quelle del governo spagnolo o francese, per piazzare titoli di Stato, sono andate a buon fine solo perché i buoni del tesoro sono stati collocati a un tasso molto alto (emblematico il caso dell’asta dei titoli italiani a sei mesi che hanno raggiunto un tasso d’interesse del 6,5 per cento, circa il doppio dell’asta precedente), altrimenti sono fallite. E’ il caso dell’ultima asta di bund tedeschi: il 35 per cento dei titoli non è stato venduto e la banca centrale tedesca ha dovuto acquistare, in via del tutto eccezionale, ingenti pacchi di titoli che col tempo cercherà di rivendere. Questo insieme di fattori ha allarmato i mercati e il tasso d’interesse sui titoli del debito pubblico tedesco ha superato...

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