
“Non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro. Esso vuole essere testimone della possibilità di realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità degli utenti della Rete il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi. Strutturandosi attraverso la rete Internet cui viene riconosciuto un ruolo centrale nella fase di adesione, consultazione, deliberazione, decisione ed elezione”. Queste poche righe, tra le altre che si possono leggere nel cosiddetto “Non-Statuto” sul sito del Movimento 5 Stelle (che tecnicamente non è altro che una sotto pagina del sito di Beppe Grillo), racchiudono le caratteristiche di una sorta di “iperdemocrazia digitale”, che al concetto descritto da José Ortega y Gasset nel ’900, somma gli effetti di una possibilità di diffusione delle idee e delle notizie che non ha pari nella storia dell’uomo. Il tutto avviene su scala mondiale, poichè in rapida sequenza i partiti o movimenti, su tutti quello Pirata, si sono...









